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19 ottobre 2008
Sur le temps..
Sembra passata una vita, risucchiata in un silenzio vivo ritornano, raffiorano le parole quando lo sguardo si posa sul tempo che è passato e nella mia mente non c'è ancora ordine non trovo ancora spiegazione.
Intensissimi mesi d'attesa e poi velocissimi giorni di estasi Oggi o domani saranno ancora all'altezza della tua bellezza? Me lo chiedo stasera distesa su questo divano ove poco fa giacevi con me.. nudo e vanitoso
Sarà calcare o velluto ciò che si posa sulla nostra pelle? Percepisco appena lo stravolgersi degli avvenimenti assopita nel calore del tuo amore travolgente ogni mattino corre verso la notte fugge il giorno.
L'infinito che abbiamo assaporato si è perso nella corsa dell'avvenire. Cosi' poco tempo per gustarti. Infame la vita sprecata azioni meccaniche il susseguirsi delle ore i rendez- vous la vecchiaia
Je veux etre une folle naive, me perdre dans notre temps n'avoir rien a foutre des autres je veux vivre de nous t'avoir encore dans mes bras..
encore encore et encore
Je veux perdre la raison Je veux etre mauvaise Je veux etre jeune je veux t'aimer
| inviato da LaPluie il 19/10/2008 alle 22:13 | |
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9 aprile 2008
brain storming
La cesta bianca dei giocattoli, la culla con i peluches, il cuscino a fiori il balcone pieno di geranei, il sole che entrava sottile la mattina attraverso le tapparelle.. le pareti bucate dalle punesse, i poster dell’adolescenza.. mamma che canta “Grazie alla Vita” l’arrivo di Pizzi, le intere giornate passate sul balcone con Marzia, Michela ed elena cantavano le canzoni di laura pausini le feste di carnevale, in fine quella dei 18 anni.. i baci rubati, il pianoforte, nero e bellissimo eppure scordato dal tempo.. Le mie danze nel salotto senza che nessuno guardasse, il primo gruppo musicale, le prove in cameretta.. la cucina vecchia e decadente ingiallita dal fumo, le giornate intere sul letto con l’incenso arrabbiata, i Korn a tutto volume le fotografie scattate sotto il faretto nell’angolo della camera. Fare l’amore con Ivan, dormire con Pizzi, la porta della cucina che ho rotto con un calcio, passare la cera e dopo la lucidatrice, Mozart nel giradischi, l’organo di papà. Giocare a barbie con Simona e Francesca, studiare pianoforte, L’enciclopedia, i compiti in cucina. La befana, il Natale, e capodanno con Zia Nunzia. Mi ricordo Fabrizio frizzi alla tv. Giocare ai “poveri” con lo stendipanni per fare la capanna, Gigi e gli Ashram, le serate con Giuliana Bianca ed Alessandra.. il camioncino della chicco, le gare con Giulia nel corridoio.. Le favole di papa , le lucertoline che mettevo nelle bacinelle, lo zaino con mafalda, le registrazioni vocali, gli aereoplani ogni quarto d’ora. tutte le volte che ho pianto sul mio letto, truccarmi nel bagno piccolo.
La gente pensa che non mi sia costato nulla partire e lasciare tutti questi ricordi tutte queste persone, ma li avevo lasciati consapevole che avrei potuto ritrovarli ogni volta che volevo, protetti da 4 mura, protetti dalla mia casa. Un’altra stupida Illusione. Le persone pensano che quando si diventa grandi non ci sia più spazio per le emozioni, che quello che conta è il lavoro, l’amore, la salute. Alle persone non interessano i ricordi, soprattutto quelli degli altri. Certo, nella vita si cambia casa tante volte, i ricordi si portano nel cuore, ma mi sarebbe piaciuto poter dire addio alle mie cose, guardare per l’ultima volta la mia camera, sentirmi ancora figlia di qualcuno, piuttosto che essere messa alla porta, senza neanche aver avuto il tempo di rendermi conto di quello che stesse succedendo, senza avere ancora una certezza nella mia vita. Quando ci si lancia nel mondo coraggiosi, dentro di se si porta sempre la consapevolezza di poter tornare indietro, la sicurezza che c’è sempre una porta aperta dietro di te ed è questo che da la forza di andare avanti. Dopo pochi mesi tutto è stato deciso, ancora una volta a mia insaputa, le ennesime bugie, di quelli che si chiamano “genitori”. Insomma la gente crede che sia una scampagnata cambiare città, lasciare gli amici, la famiglia, e se ti lamenti, ti dicono pure, che non dovresti, che sei fortunata, che tutti hanno fatto i “sacrifici”!! E poi se ti lamenti d’avere un padre che dopo anni e anni di sacrifici ha deciso di uscire dal suo ruolo, per carità sei ingiusta, adesso anche lui ha diritto di vivere la sua vita! Certo tutti ne abbiamo il diritto, ma un padre che crede di non avere più doveri morali su sua figlia non è un buon padre, è solo uno che si è messo la coscienza apposto e che adesso non pensa altro che a se stesso. (In più gettando fango e sputtanando mia Madre).
Buttiamoli pure nel cesso tutti questi ricordi, perché non ha più senso conservarli, adesso sono grande, ho la mia vita e non ho bisogno più di nessuno non è vero? Ragazzi voi che a 20 anni vivete ancora sotto il tetto dei vostri genitori VERGOGNA!!!
Li fate soffrire i vostri poveri genitori, oramai è tempo di spiccare il volo, verso la solitudine! Sposatevi e mettete su famiglia state zitti e non chiedete niente a nessuno!! E andate a lavorare invece di farvi pagare l’università!!
Vergogna perché essere genitore significa sbarazzarsi dei propri figli! Significa che se decidete di essere autonomi e di crearvi un futuro non potete tornare indietro!
E’ ironia, si. Perchè sono soltanto lacrime amare.
| inviato da LaPluie il 9/4/2008 alle 22:54 | |
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5 novembre 2007
L'hymne à l'amour!

Questi giorni in Provenza sono stati straordinari, come straordinari sono stati questi primi mesi a Parigi... difficili e incerti eppure pieni d'amore, un'avventura indescrivibile... je t'aime, encore une fois, oui.
| inviato da LaPluie il 5/11/2007 alle 14:52 | |
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25 agosto 2007
Very Slow Bossanova
Il fatto che nessuno si sia chiesto che fine abbia fatto Camilla mi rattrista ma al temp stesso mi da la certezza che non ho nulla da perdere.
| inviato da LaPluie il 25/8/2007 alle 15:24 | |
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9 agosto 2007
In Limine
Godi se il vento ch'entra nel pomario
vi rimena l'ondata della vita:
qui dove afonda un morto
viluppo di memorie,
orto non era, ma reliquiario.
Il frullo che tu senti non è un volo,
ma il commuoversi dell'eterno grembo;
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitario in un crogiuolo.
Un rovello è di qua dall'erto muro.
Se procedi t'imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva:
si compongono qui le storie, gli atti
scancellati pel giuoco del futuro.
Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l'ho pregato, - ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la ruggine..
E. Montale
| inviato da LaPluie il 9/8/2007 alle 2:8 | |
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8 agosto 2007
Le départ..
Sto per partire, per restare. saluto qui tutte le persone che non ho potuto salutare.
Per la prima volta le emozioni sono così forti, che non posso fare a meno di restare in silenzio. Arrivederci perchè il mondo è diventato troppo piccolo per gli addii.
| inviato da LaPluie il 8/8/2007 alle 20:4 | |
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15 luglio 2007
Momenti indimenticabili....
| inviato da LaPluie il 15/7/2007 alle 21:47 | |
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29 giugno 2007
Il riassunto
| inviato da LaPluie il 29/6/2007 alle 10:44 | |
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28 giugno 2007
Hoppipolla
Sorridi, giri in tondo, mano nella mano, tutto il mondo è offuscato, ma tu rimani in piedi, bagnato, completamente inzuppato, niente stivali di gomma, l’acqua scorre dentro, voglio uscire dal guscio, l’odore all’aria aperta dei tuoi capelli, mi scontro più forte che posso, col naso, saltando nelle pozzanghere, niente stivali, e il mio naso sanguina, ma riesco sempre ad alzarmi
| inviato da LaPluie il 28/6/2007 alle 16:13 | |
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28 giugno 2007
Sanctuaire
"Souvent, depuis le début de notre relation, j'étais restée fascinée en découvrant au réveil la table non desservie du diner, les chaises déplacées, nos vetements emmelés, jetés par terre n'importe où la veille au soir en faisant l'amour. C'était un paysage à chaque fois différent. Devoir le détruire en séparant et ramassant chacun nos affaires me serrait le coeur. J'avais l'impression de supprimer la seule trace objective de notre jouissance."
"On avait fait l'amour sur le bureau, envoyant valdinguer une grande partie de ce qui s'y trouvait."
J'ai envie de toi mon petit.
Le spiagge ci aspettano.
 C'est lui.
| inviato da LaPluie il 28/6/2007 alle 15:50 | |
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21 giugno 2007
Il maestro...
Quando nessuno ti rassicura, c'è questa canzone che mi da la forza di andare avanti e credere nei miei sogni.
Non t’insegnerò quello che già sai io scommetto che li straccerai il maestro è qua ti benedirà puoi esibirti sbizzarrirti è il momento tuo lanciati così butta fuori il meglio adesso sì l’anima ce l’hai conta su di lei puoi sfidare il mondo adesso, o mai! la mia vita scorre mentre guardo te quella voglia di riscatto so cos’è e nessuno può comprenderti di più nessun’altro prova ciò che provi tu io ti guardo e sento che puoi farcela... maledetta sorte puoi sconfiggerla non ti lascerò senz’alibi io no punta in alto credi a me... guarda avanti! ti trasformerai tu ti evolverai sulla scena il segno lascerai mentre io vivrò silenziosa scia tu seme della mia pazzia prenditi i segreti questa eredità altrimenti il mio lavoro sfumerà c’è bisogno di talenti come te troppa volontà che resta lì dov’è... muta nuovi stimoli si aspettano da noi non possiamo né dobbiamo indietreggiare mai ascolta il tuo maestro il mondo è questo prima l’arte, la passione e dopo il resto... premiami se puoi un bel saggio e poi un applauso a tutti noi che impariamo...
Renato Zero
| inviato da LaPluie il 21/6/2007 alle 13:45 | |
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1 giugno 2007
Ancora un video..
Per dire grazie a te splendido amore che hai cambiato la mia vita rendendola un sogno! Per festeggiare i nostri 365 giorni insieme. TI AMO
| inviato da il 1/6/2007 alle 16:37 | |
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20 aprile 2007
Green Grass of.. Love!!!
... un sogno che finisce senza risveglio.... il nostro!
| inviato da il 20/4/2007 alle 21:59 | |
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14 aprile 2007
Sur le pont des arts... un occhio indiscreto!!!

| inviato da il 14/4/2007 alle 21:38 | |
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11 aprile 2007
Les journées parisiennes

Sur la rive de la Seine un couple est à nos côtés... Ivan dors.. l'air est frai.
| inviato da il 11/4/2007 alle 20:27 | |
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29 marzo 2007
Sott'acqua
Ad un certo punto l'onda si è alzata ed io per non sentire l'impatto sono scesa - trattenendo il respiro. Un concerto di paure, una melodia straziante lo schianto cristallino ma sott'acqua si sta meglio, cullati dalle correnti morbide, i suoni sono dolci, ovattati quando non c'è più respiro lasciandoti morire sott'acqua si cade senza precipitare
| inviato da il 29/3/2007 alle 22:56 | |
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4 marzo 2007
16.21: il cielo è azzurrissimo
Ogni volta è una piccola morte Subito dopo nasce il sorriso sul ricordo il calore si diffonde nell'abbraccio su me stessa
Ogni volta è sempre uguale sempre più difficile guardare con le mani attaccate al vetro gli occhi fissi sul decollo.
E dopo un ora già dire "Ti ricordi?"
Ancora una volta, una volta ancora.
je t'aime
| inviato da il 4/3/2007 alle 16:22 | |
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12 febbraio 2007
Nella stanchezza della lunga e grave fatica....
Egli aveva in sé qualche cosa di Don Giovanni e di Cherubino: sapeva essere l'uomo di una notte erculea e l'amante timido, candido, quasi verginale. La ragione del suo potere stava in questo: che, nell'arte d'amare, egli non aveva ripugnanza ad alcuna finzione, ad alcuna falsità, ad alcuna menzogna...
Il suo corpo sul tappeto, nell'atto un po' faticoso, per i movimenti de' muscoli e per l'ondeggiar delle ombre pareva sorridere da tutte le giunture, e da tutte le pieghe, da tutti i cavi , soffuso d'un pallor d'ambra che richiamava al pensiero la Danae del Correggio. Ed ella aveva appunto le estremità un po' correggesche, le mani e i piedi piccoli e pieghevoli, quasi direi arborei come nelle statue di Dafne in sul principio primissimo della metamorfosi favoleggiata. Appena ella aveva compiuta l'opera, le legna conflagravano e rendevano un sùbito bagliore. Nella stanza quel caldo lume rossastro e il gelato crepuscolo entrante pe' vetri lottavano qualche tempo. L'odore del ginepro arso dava al capo uno stordimento leggero. Lei pareva presa da una specie di follia infantile, alla vista della vampa. Aveva l'abitudine, un po' crudele, di sfogliar sul tappeto tutti i fiori ch'eran ne' vasi, alla fine d'ogni convegno d'amore. Quando tornava nella stanza, dopo essersi vestita, mettendo i guanti o chiudendo un fermaglio sorrideva in mezzo a quella devastazione; e nulla eguagliava la grazia dell'atto che ogni volta ella faceva sollevando un poco la gonna ed avanzando prima un piede e poi l'altro perché l'amante chino legasse i nastri delle scarpe ancóra disciolti...
| inviato da il 12/2/2007 alle 2:33 | |
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9 febbraio 2007
Frammenti...
Una luce blu su quelle pareti rosse e l'ombra viola scivola sotto i tuoi piedi nudi
la mano sul vetro dietro la pioggia e le automobili scorrono veloci
A sense of home (Peter Gabriel)
lo specchio s'infrange il telefono squilla ma nessuno lo ascolta
il tempo ha ripreso il suo cammino
Dietro sul letto il mio corpo già dorme
| inviato da il 9/2/2007 alle 19:26 | |
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31 gennaio 2007
I Can Read Your Mind
| inviato da il 31/1/2007 alle 1:33 | |
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24 gennaio 2007
Casa sul mare
Il viaggio finisce a questa spiaggia che tentano gli assidui e lenti flussi. Nulla disvela se non pigri fumi la marina che tramano di conche i soffi leni: ed è raro che appaia nella bonaccia muta tra l’isole dell’aria migrabonde la Corsica dorsuta o la Capraia. Tu chiedi se così tutto vanisce in questa poca nebbia di memorie; se nell’ora che torpe o nel sospiro del frangente si compie ogni destino. Vorrei dirti che no, che ti s’apressa l’ora che passerai di là dal tempo; forse solo chi vuole s’infinita, e questo tu potrai, chissà, non io. Penso che per i più non sia salvezza, ma taluno sovverta ogni disegno, passi il varco, qual volle si ritrovi. Vorrei prima di cedere segnarti codesta via di fuga labile come nei sommossi campi del mare spuma o ruga. Ti dono anche l’avara mia speranza. A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla: l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi. Il cammino finisce a queste prode che rode la marea col moto alterno. Il tuo cuore vicino che non m’ode salpa già forse per l’eterno.
Eugenio Montale
| inviato da il 24/1/2007 alle 1:1 | |
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19 gennaio 2007
Requiem for a Dream
Tout ça, me rappelle enormement de toi. Maintenant c'est moi, j'ai fait ce reve. Je t'aime.
| inviato da il 19/1/2007 alle 14:59 | |
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11 gennaio 2007
Colonna sonora per questa vita
| inviato da il 11/1/2007 alle 14:49 | |
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11 gennaio 2007
My Love For You Is Insane













| inviato da il 11/1/2007 alle 13:32 | |
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10 gennaio 2007
Night Wave

Je t'aime
| inviato da il 10/1/2007 alle 0:55 | |
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9 gennaio 2007
Estratti di diario in volo..
08/01/2007
Parigi è una città onirica, attraente..
Diventa magica essendo innamorati.
Non so quanti metri mi separino dalla terra.. cerco di non pensare al vuoto circostante..
È una sensazione a metà tra terrore ed ebbrezza.
Bjork canta per me ma non mi sento certo meglio.
E intanto ho lacrime dappertutto e il suo odore sul mio maglione color arancio.
Sopra le nuvole c’è un sole accecante e bellissimo e mi sembra di guardare il suo sorriso, si.
Il sorriso di Ivan. Chiudo gli occhi, immagino le sue labbra sul mio collo. Ora mi sento meglio.
Mai stata capace di amare forse, stavolta è diverso. Ogni volta è diverso. Stavolta più delle altre.
Sento il cuore che stringe dentro il suo abbraccio; nella sua innocenza mi perdo.. et rien a plus de sens.. […].
Non saremmo mai riusciti ad evitarlo. I nostri corpi non si limitano al desiderio. I nostri corpi si amano.
La sua schiena ricoperta di stelle nere protegge il mio sonno e i suoi occhi di cioccolata mi coprono di dolcezza.. e diventano grandi quando sta arrivando e poi si chiudono teneramente mentre la sua fronte tramonta dietro le mie guance. Non è mai stato così. Il tempo di staccarsi non arriva.
Siamo sfiniti, e sfiniti restiamo inseparabili.
Il cielo è azzurrissimo. Sembra di cartone. E mentre si danza sulle nuvole so che sta pensando a me and weeping row row..[…]
La tensione si è fatta placida.
Scrivere mi rilassa, mi emoziona.
Primo passo in casa Kiriliuk, una casa sensuale.
Lo sguardo cade sulle grandi sculture e inevitabilmente tutto diventa caldo, soffuso.. ramato. Tutto è ricoperto di bellezza, anche le persone qui sono belle. […]
Lui no resiste, mi riveste di baci e anche io ho voglia di baciare i suoi occhi.
Si attende la mezzanotte a guance rosse, champagne a fiotti e idea di famiglia.
Si attende la mezzanotte per aversi.
Ci si addormenta mano nella mano ed è gia il giorno dopo.
Bagnolet sembra addormentata, l’aria è fresca il cielo una perla grigia.
Il primo dell’anno inizia al caldo cullati dal fuoco del camino.
Parigi non è cambiata, è rimasta incredibilmente bella.
La gente cammina silenziosamente sulle grandi avenues.
Pigalle è ancora rossa ed erotica.
Ed è bello guardare la gente bere il the nelle vetrine dei bistrots. Hotel de ville resta il mio ricordo più bello, odore di churros e barbapapà.
Improvvisamente sono a Notre-dame, c’è un po’ di sole che fa brillare la Senna.. ed uno scozzese che suona la cornamusa. Ci si bacia.
Si ci sporge dal ponte per guardare i Bateau Mouches. C’è il solito ritrattista all’angolo di Quai aux fleurs. Scatto qualche foto.
Direzione Saint Michel.. siamo seduti ad un cafè l’uno difronte all’altra. La gente ci passa intorno eppure siamo soli. L’espresso qui non è certo dei migliori. Ma non posso lamentarmi. La sera tornare a casa mi fa piacere. Saliamo in camera guardiamo la televiosione poi sua madre ci chiama.. arriviamo a tavola sempre con 10 minuti di ritardo. E non per colpa mia.
Mangio con gusto cose nuove e raffinate.. sua nonna mi racconta storie di guerra nel suo italiano zoppicante..
Ivan mi guarda e sorride.
Non so più che giorno è ma eccoci a China Town.. si entra in un supermercato che puzza di Niokman, mi sento un alieno, vedo cose estranee alla mia vista. Dopo aver detto che schifo almeno 150 volte mi sento stupida. Mi faccio forza e mangio una specie di panino cinese. Ottimo. I pregiudizi fanno male.
Nel autobus, di ritorno a casa, una bambina di colore ci guardava baciarci, sopratutto guardava Ivan con occhi innamorati.
Con tutti parlo male di Napoli elencandone solo i difetti e mi sento cattiva e superficiale ma mi rendo conto che non mi manca affatto.
Nel boulevard des Italiens si va con Andy et sa petite amie in una grande sala giochi. Facciamo anche giochi stupidi, sono quelli che divertono di più.
Dopo aver camminato lungo La Fayette aver ammirato le splendide vetrine mobili eccoci da PasPas un enorme negozio di giocoleria, Ivan compra le sue ennesime Bolas. Forse è già l’ultimo giorno, siamo sugli Champs Elisèes, sotto la grande ruota panoramica. Parigi è infinita.
Ancora in aereo. Non so che ore sono, vorrei già tornare indietro.
Chiudo gli occhi e penso a ieri ultimo giorno, passato al Chicha Bar con Karl e Johan. Lui beve thè egiziano.. io gli tocco i capelli mentre fuma narghilè. E poi la sera a piangere e fare l’amore dolcissimamente addormentarsi corpo a corpo.
In discesa.
Si vede il golfo. Da qui sembra tutto bello. La spazzatura non si vede ancora.
.jpg) ©CamillaSferrazza
| inviato da il 9/1/2007 alle 18:0 | |
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30 dicembre 2006
Domani....Jag vill fly harifran...
Domani si parte.. finalmente ... lasciandomi alle spalle l'orrore di cui è diventata madre questa città..
Riscoprirò il freddo addormentato del mattino sui marciapiedi baciati dal sole..
e non sarò sola...
Mi sveglierò nel suo abbraccio e continuerò a sognare..
| inviato da il 30/12/2006 alle 11:50 | |
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17 dicembre 2006
Amour

Die Liebe ist ein wildes Tier Sie atmet dich sie sucht nach dir nistet auf gebrochnen Herzen geht auf Jagd bei Kuß und Kerzen Saugt sich fest an deinem Lippen Gräbt sich Gänge durch die Rippen Läßt sich fallen weich wie Schnee Erst wird es heiß dann kalt am Ende tut es weh
Amour Amour Alle wollen nur dich zähmen Amour Amour am Ende Gefangen zwischen deinen Zähnen
Die Liebe ist ein wildes Tier Sie beißt und kratzt und tritt nach mir Hält mich mit tausend Armen fest Zerrt mich in ihr Liebesnest Frißt mich auf mit Haut und Haar Und würgt mich wieder aus nach Tag und Jahr Läßt sich fallen weich wie schnee Erst wird es heiß dann kalt am Ende tut es weh
Amour Amour Alle wollen nur dich zähmen Amour Amour am Ende Gefangen zwischen deinen Zähnen
Die Liebe ist ein wildes Tier In die Falle gehst du ihr In die Augen starrt sie dir Verzaubert wenn ihr Blick dich trifft
Bitte bitte gib mir Gift
| inviato da il 17/12/2006 alle 15:53 | |
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13 dicembre 2006
31 December
| inviato da il 13/12/2006 alle 15:30 | |
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13 dicembre 2006
The ghosts you draw on my back..
The wind plays flute Through the cellar door And on my window sill Plays a sad old song I hope tonight You will touch my hair And draw ghosts on my back
Walk the shore Too impassable Shout at screaming waves Shout at silent rocks I think tonight I'll dream of salty tongues So tears drip down my legs
The wind plays song Through the cellar door And on my window sill Plays a sad old song I hope tonight You will touch my hair And draw ghosts on my back

| inviato da il 13/12/2006 alle 2:37 | |
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